Villa Paradiso

Un bed and breakfast unico: una stupenda casa particular a Baracoa, Cuba

Baracoa dopo l’uragano Matthew: pronta ad accogliervi!

Pubblicato il: 1 Febbraio, 2019.


Molti viaggiatori si domandano se Baracoa sia pronta ad accogliere i turisti in seguito al passaggio dell’uragano Matthew, che devastò la nostra regione durante la notte tra il 4 e il 5 ottobre 2016.

La risposta è semplice e diretta: sì, Baracoa è pronta! (Nota per i lettori: ad eccezione della foto in cui stiamo proteggendo la nostra casa, tutte le altre presenti in questo articolo, compresi i video, furono realizzate dopo l’uragano).

Matthew fu devastante. Classificato in categoria 4 della scala Saffir Simpson, il fenomeno meteorologico si abbatté su Cuba con venti a 220 km all’ora e raffiche che raggiunsero i 250 km orari. Il suo passaggio sul nostro Paese durò circa dieci assordanti e terrificanti ore. L’impatto fu notevole.

Nessuno morirà

Nessuno morì a Cuba a causa dell’uragano Matthew. Il nostro Paese ha una grande esperienza in materia di cicloni e il governo ha sviluppato e implementato strategie di preparazione e prevenzione estremamente efficaci.

Nei giorni precedenti l’arrivo di Matthew, la popolazione dell’Oriente cubano fu costantemente informata dalle autorità e da esperti via radio e televisione.

Mike Theiss, fotografo per National Geographic, cacciatore di tempeste e reporter di fama internazionale, si trovava a Baracoa durante l’uragano e pubblicò su Twitter il 4 ottobre: “Le autorità a Cuba stanno facendo un gran lavoro per informare tutti! I preparativi, tra i migliori che io abbia visto in qualsiasi Paese. #HurricaneMatthew”

Furono introdotte misure di evacuazione per le famiglie situate in abitazioni e zone particolarmente vulnerabili.

Due giorni prima dell’arrivo dell’uragano, cominciarono ad arrivare squadre di elettricisti da varie province, preventivamente pronte per cominciare a ripristinare la rete appena fosse terminata la catastrofe.

La notte più lunga

La popolazione di Baracoa rinforzò le proprie case dando prova, come sempre, di abilità e creatività. Molti collocarono pesanti sacchi di sabbia sui tetti, per assicurare le lamiere o le lastre in fibrocemento che coprono le loro abitazioni.

A Villa Paradiso proteggemmo le nostre ampie vetrate nel miglior modo possibile con l’aiuto solidale dei vicini e dei nostri ospiti.

Baracoa Matthew: Protegiendo Villa Paradiso • Protecting Villa Paradiso • Protégeant Villa Paradiso

Infatti, una canadese, una francese e un messicano che erano alloggiati da noi decisero di restare a Baracoa e di aiutarci con ogni fibra del loro corpo. Non lo dimenticheremo mai!

I rami si staccano, cadono alberi, volano tetti di lamiera

Alle 5:30 del pomeriggio del 4 ottobre i venti impetuosi cominciavano ad abbattere gli alberi di platano. Tutti si chiusero in casa, rispettando l’ordine di non uscire per alcun motivo.

Molto presto iniziammo a sentire oggetti volare e colpire muri, porte e finestre. La velocità e l’ululato terrificante dei venti non smettevano di crescere. L’acqua penetrava rapidamente in ogni fessura esposta all’uragano. Fu necessario lavorare collettivamente per assorbire, strizzare, asciugare…

Condividere, il verbo più usato dai cubani

Improvvisamente si sentirono vari colpi disperati alla nostra porta principale. Un vicino, il cui tetto era appena volato via, lasciava tutti i suoi averi e veniva a rifugiarsi da noi. Poco più tardi, i vicini di altre due case confinanti scavalcavano il muro perimetrale per venire a mettersi al riparo sotto il nostro tetto.

Insieme condividemmo l’angoscia, ma anche un pasto frugale e confortante. Un sorso di rum ci aiutava a riscaldarci e a calmare un po’ i nervi. Erano le 11 di sera quando l’arrivo dell’occhio dell’uragano ci diede respiro. Questa pace sarebbe durata circa 90 minuti, prima che ricominciasse il pandemonio per molte altre ore…

Uno straziante risveglio

L’alba del 5 ottobre portò con sé silenzio e quiete. La crudeltà della luce del giorno sbatteva davanti al nostro sguardo incredulo una vera e propria zona disastrata, a perdita d’occhio. Questo piccolo paradiso terrestre chiamato Baracoa sembrava aver subito un bombardamento…

Baracoa tras Matthew • After Matthew • Après Matthew

Circa 24000 abitazioni delle 27000 presenti nella regione subirono danni. La pioggia dei giorni successivi fece marcire materassi, mobili e altri beni.

Baracoa Matthew: Sin techo • No roofs • Sans toiture

Nel Malecón, i residenti stendevano vestiti e lenzuola sull’asfalto, nonostante l’umidità dell’ambiente e la rugiada spumosa e salata del mare non cessassero di impregnare tutto. La notte precedente, Matthew aveva provocato onde alte sette o otto metri che colpirono senza pietà case ed edifici, demolendo balconi e pareti in cemento.

Baracoa Matthew: Balcones caídos • Balconies gone • Balcons défaits

Baracoa si rialza!

Gli operai dei settori energetico e delle comunicazioni si misero subito all’opera. Gli elettricistilavorarono senza sosta, issando tralicci, collegando cavi.

Baracoa Matthew: Brigadas eléctricas • Electric Co crews • Brigades électricité

Presenziarono le più alte autorità del governo cubano, con il presidente Raúl Castro al comando, e vari dirigenti nazionali rimasero a Baracoa per mesi, supervisionando la ricostruzione.

Dei grandi generatori elettrici permisero alla gente di ricaricare telefoni, tablet, laptop per comunicare con i loro cari in altre province e altri Paesi.

Baracoa Matthew: Recargando • Recharging • À la recharge

Una delle priorità principali fu organizzarsi affinché i bambini potessero tornare presto a scuola. Infatti, il 96% delle scuole e dei doposcuola risultarono danneggiati da Matthew. In alcuni casi si dovettero accogliere temporaneamente le classi in case private. Sei mesi più tardi, rimangono da sistemare soltanto una manciata di strutture scolastiche.

Sono due le parole che descrivono la gente di Baracoa da quel fatidico giorno fino ad oggi: resilienza e solidarietà.

Il turismo durante e dopo Matthew

Ai turisti che si trovavano a Baracoa durante l’uragano Matthew, il governo offrì protezione, rifugio e assistenza fin dal primo momento. Questi furono posteriormente evacuati con autobus verso Santiago de Cuba e da lì, in aereo, fino a L’Avana. Tutto a costo zero, ovviamente.

Matthew ebbe un impatto considerevole su vari settori cruciali dell’economia della regione di Baracoa, soprattutto sulle sue principali coltivazioni: il cocco, il cacao e il caffè. Il turismo, d’altra parte, sarà la chiave del recupero di Baracoa e in questo settore è stato investito molto e molto rapidamente.

Infrastrutture d’accoglienza e culturali

Dal novembre del 2016, gli hotel e le casa particularhanno sempre continuato ad ospitare i viaggiatori.

Baracoa Matthew: centro recuperado • Recovered downtown • Centre-ville récupéré

Nel centro storico, il lavoro di recupero fu prioritario. Arrivarono tegole in terracotta da Granma e da altre provincie. Le installazioni culturali, come la Galleria d’Arte Eliseo Osorio, furono oggetto di restauri e in alcuni casi di ampliamenti, come per la Casa de la Trova. Le vie della parte più antica della città oggi sfoggiano nuove colorate pitture che rallegrano la vista.

Galería de arte • Art gallery • Galerie d'art Eliseo Osorio Baracoa Cuba

L’accesso alla città e le sue attrazioni naturali

Il ponte sul fiume Toa, che collega Baracoa con Playa Maguana e la provincia di Holguín, crollò a causa dell’innalzamento delle acque dovuto alle piogge di Matthew.

Da diversi mesi è stato allestito un ponte provvisorio che permette il transito sul fiume. Tuttavia, in occasione di forti precipitazioni, questo ponte può essere temporaneamente sommerso. Conviene informarsi al riguardo prima di decidere di viaggiare via terra verso Baracoa da Holguín, Guardalavaca e Moa.

L’accesso a Baracoa attraverso La Farola, da Santiago de Cuba e dalla città di Guantanamo, è sempre stato praticabile, anche nei primissimi giorni, immediatamente dopo l’uragano.

Attualmente, grazie alla solidarietà del Venezuela, si sta costruendo un nuovo ponte sul fiume Toa. Questo progetto durerà almeno otto mesi.

Parchi naturali e aree protette

Nonostante la flora sia stata fortemente colpita dall’uragano, il buon clima di Baracoa, la regione con il più alto livello di precipitazioni piovose di Cuba, sta facendo meraviglie in pochi mesi.

È ovvio che si vedono ancora i tronchi degli alberi abbattuti da Matthew, ma il verde di piante, felci, alberi e palme sta recuperando rapidamente terreno.

Baracoa Cuba: Cañón de Yumurí • Yumurí Canyon • Gorge de Yumurí

Ogni giorno, gruppi di turisti partono da Baracoa diretti al Parco Nazionale Alejandro de Humboldt, al monte El Yunque e alle Cascate del fiume Duaba, alle spiagge Maguana e El Manglito e al Cañón de Yumurí. Quest’ultimo dà prova di un recupero formidabile, come si può vedere in questo video del 3 gennaio 2017.

Cocco e cacao: anima della cultura culinaria di Baracoa

Matthew pregiudicò 35.681 ettari di produzione agricola, abbattendo più del 90% delle palme da cocco. Una palma appena germogliata e piantata ha bisogno di circa quattro anni per iniziare a produrre frutti.

Gli esperti locali hanno identificato le varietà di palme da cocco che si sviluppano più velocemente e la riforestazione è iniziata speditamente.

Baracoa Matthew: Cocos germinando • Sprouting coconuts • Noix de coco en germination

Il cacao, essendo un albero relativamente basso, non soffrì molto per i venti ciclonici. Però ha bisogno d’ombra per fiorire e dare frutti, e gli alberi che la creavano furono purtroppo danneggiati.

Sono stati piantati alberi di media altezza e di rapida crescita, come quelli di platano, per ristabilire l’ombra prima possibile. Ad oggi, sono state ripristinate l’89% delle aree di cacao danneggiate dall’uragano.

Baracoa Matthew: cacao floreciendo • Blooming cocoa • Cacao en fleur

Solidarietà cubana, solidarietà internazionale

Le prime, più immediate e generose reazioni di solidarietà vennero proprio dal popolo cubano. In tutte le province si effettuarono raccolte di vestiti e alimenti per le vittime dell’uragano.

Vari Paesi hanno risposto inviando differenti tipi di aiuti a Cuba. Aldilà della costruzione del ponte sul fiume Toa, il Venezuela ha spedito navi con container di materiali da costruzione ed ha eretto case per le famiglie della zona più colpita da Matthew.

Diverse agenzie delle Nazioni Unite (ONU) hanno realizzato opere nelle municipalità colpite, in collaborazione con il governo cubano. I rappresentanti dell’ONU hanno sottolineato il pronto e rilevante lavoro di ricostruzione compiuto dalle autorità del Paese.

Turisti solidali

Un gran numero di viaggiatori ha continuato a visitare Baracoa in questi mesi. Molti hanno ammesso di voler venire in questa regione proprio perché consapevoli che la loro visita avrebbe aiutato economicamente le opere di ricostruzione.

Ringraziamo questi viaggiatori, rappresentanti di un turismo umanitario e solidale: la bellezza delle nostre terre e il calore umano della nostra gente li avranno sicuramente ricompensati!

Coda: arti visive e musica per la ricostruzione

Vari artisti cubani donarono corpo e anima al popolo di Baracoa e alle municipalità circostanti interessate da Matthew.

Il famoso artista dell’arte plastica, Kcho, trascorse lunghe settimane nelle aree rurali svolgendo attività artistiche e comunitarie con la gente. Fianco a fianco con la popolazione locale, Kcho ricostruì e abbellì un piccolo palcoscenico a Yumurí e diverse scuole elementari, come quella de La Rencontra.

Baracoa Cuba Kcho en Yumurí

Dal canto suo, il cantautore Raúl Torres portò la sua musica a vari villaggi di Baracoa e compose quest’allegro motivo: una canzone per risollevarsi, rimboccarsi le maniche e lavorare per la ricostruzione!

C’è ancora molto da fare nelle quattro municipalità colpite da Matthew prima che si possa dire che la ricostruzione è giunta al termine. Ma gli sforzi compiuti e la rapidità di esecuzione delle opere hanno portato a traguardi notevoli. Baracoa è pronta e vi aspetta con il calore umano di sempre!


Baracoa, Turismo sostenibile

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